Titolo: Il Silenzio dell'ondaAutore: Gianrico Carofiglio
Pagine: 300
Genere: Giallo-introspettivo
Formato: cartaceo
Obiettivo n° 87 LRD: un libro di un autore italiano
Questo
libro è rimasto in letargo nella mia libreria da maggio fino a poche
settimane fa quando, casualmente, mi è capitato tra le mani ed è stato
amore fin dalle prime pagine!
E'
il primo libro che ho letto di Carofiglio e mi sono decisamente
innamorata della suo stile di scrittura scorrevole e semplice, senza
tanti fronzoli.
Ma veniamo a noi! La storia ha come protagonisti Roberto e Giacomo ed i capitoli si alternano dando voce ai due fino a quando, sul finale, le loro vite si intrecceranno.
Roberto
è un ex agente sotto copertura che ha trascorso molti (troppi) anni in
Sud-America come infiltrato, ha vissuto situazioni al limite che lo
hanno portato a puntarsi una pistola in gola fino a tentare di farla
finita.
Conosciamo Roberto, infatti, tramite le sue due sedute settimanali dallo psichiatra: il lunedì ed il giovedì e tramite queste chiaccherate Carofiglio riesce magistralmente sia a farci rivivere le avventure della sua vita sotto copertura, tanto che alcune volte perfino lo psichiatra è talmente catturato che ammette "Dovre pagarla io, per ascoltare queste storie", sia a guidare il lettore nei meandri più reconditi dell'animo umano alle prese con i propri rimpianti ed i proprio rimorsi.
Roberto, seduta dopo seduta si metterà a nudo ed il messaggio che arriva è chiaro e preciso: non abbiate paura di mostrarvi per quello che siete e per quello che provate, perchè non c'è bisogno di vivere un'esistenza al limite, per sentirsi annegare come se fossimo spinti sul fondo da un'onda.
Ecco il passo che mi ha portata a questa conclusione: "Il dottore salutò qualcuno, la porta che dava sull'uscita dello studio si aprì e si richiuse. L'uscita era diversa dall'entrata. Quando è possibile negli studi degli psichiatri funziona in questo modo: da una parte si entra e dall'altra parte si esce , così i pazienti non si incontrano. Trovarsi nella sala d'attesa di uno psichiatra non è come trovarsi nello studi, per dire, di un ortopedico. Nessuno ha problemi ad ammettere che gli funziona male una caviglia o un ginocchio.Nessuno ha problemi ad incontrare un conoscente nell'anticamera di un dentista o dell'otorino. Anzi, si fanno due chiacchere e il tempo passa più rapido. Praticamente tutti hanno problemi ad ammettere i malfunzionamenti della testa. Se la testa ti funziona male potresti essere pazzo. E non hai nessuna voglia di incrociare qualcuno che conosci, quando sei nell'anticamera di uno psichiatra, o quando esci dopo la visita, o meglio la seduta. Salve come va sono una maniaco depressivo con pulsioni suicide e lei?".
E poi c'è Giacomo, un ragazzino di 12 anni MOLTO più maturo rispetto agli altri coetanei (i suoi gusti musicali, che scoprirete leggendo il libro, ne sono la prova più evidente!).Lui ci parla attraverso il suo diario e se Roberto è in fuga da se stesso Giacomo è in fuga dalla realtà; è nei suoi sogni che realizza tutte le sue mancanze: tramite l'aiuto del cane lupo Scott riesce ad incontrare suo padre e a parlare con Ginevra, la compagna di classe di cui è perdutamente innamorato.
Come verranno i contatto queste esistenze così distanti tra loro? Io non voglio svelare nulla...
Con pochi personaggi ben caratterizzati questo autore ha costruito un giallo analitico che come una droga mi ha creato una dipendenza tanto patologica da non riuscire ad abbandonare Roberto e Giacomo.
In una parola: struggente
Ottimo se abbinato con: thè aromatizzato alla vaniglia
Conosciamo Roberto, infatti, tramite le sue due sedute settimanali dallo psichiatra: il lunedì ed il giovedì e tramite queste chiaccherate Carofiglio riesce magistralmente sia a farci rivivere le avventure della sua vita sotto copertura, tanto che alcune volte perfino lo psichiatra è talmente catturato che ammette "Dovre pagarla io, per ascoltare queste storie", sia a guidare il lettore nei meandri più reconditi dell'animo umano alle prese con i propri rimpianti ed i proprio rimorsi.
Roberto, seduta dopo seduta si metterà a nudo ed il messaggio che arriva è chiaro e preciso: non abbiate paura di mostrarvi per quello che siete e per quello che provate, perchè non c'è bisogno di vivere un'esistenza al limite, per sentirsi annegare come se fossimo spinti sul fondo da un'onda.
Ecco il passo che mi ha portata a questa conclusione: "Il dottore salutò qualcuno, la porta che dava sull'uscita dello studio si aprì e si richiuse. L'uscita era diversa dall'entrata. Quando è possibile negli studi degli psichiatri funziona in questo modo: da una parte si entra e dall'altra parte si esce , così i pazienti non si incontrano. Trovarsi nella sala d'attesa di uno psichiatra non è come trovarsi nello studi, per dire, di un ortopedico. Nessuno ha problemi ad ammettere che gli funziona male una caviglia o un ginocchio.Nessuno ha problemi ad incontrare un conoscente nell'anticamera di un dentista o dell'otorino. Anzi, si fanno due chiacchere e il tempo passa più rapido. Praticamente tutti hanno problemi ad ammettere i malfunzionamenti della testa. Se la testa ti funziona male potresti essere pazzo. E non hai nessuna voglia di incrociare qualcuno che conosci, quando sei nell'anticamera di uno psichiatra, o quando esci dopo la visita, o meglio la seduta. Salve come va sono una maniaco depressivo con pulsioni suicide e lei?".
E poi c'è Giacomo, un ragazzino di 12 anni MOLTO più maturo rispetto agli altri coetanei (i suoi gusti musicali, che scoprirete leggendo il libro, ne sono la prova più evidente!).Lui ci parla attraverso il suo diario e se Roberto è in fuga da se stesso Giacomo è in fuga dalla realtà; è nei suoi sogni che realizza tutte le sue mancanze: tramite l'aiuto del cane lupo Scott riesce ad incontrare suo padre e a parlare con Ginevra, la compagna di classe di cui è perdutamente innamorato.
Come verranno i contatto queste esistenze così distanti tra loro? Io non voglio svelare nulla...
Con pochi personaggi ben caratterizzati questo autore ha costruito un giallo analitico che come una droga mi ha creato una dipendenza tanto patologica da non riuscire ad abbandonare Roberto e Giacomo.
In una parola: struggente
Ottimo se abbinato con: thè aromatizzato alla vaniglia
sono curiosa di leggerlo adesso! di suo non ho letto ancora niente :)
RispondiEliminaNon conosco Carofiglio, cioè solo per sentito dire...l'unica scrittrice che ha creato in me dipendenza è la grande Valentina D'urbano. Chissà forse hai scovato un altro autore capace di stregare? Terrò a mente il tuo consiglio.
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